Omelia per bambini di domenica 2 maggio


Gv 10,11-18
✠ Lettura del vangelo secondo Giovanni

Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio".
AA Ragazzi, ma lo sapete che siamo arrivati alla quarta domenica di Pasqua? Vuol dire che non solo abbiamo vissuto una Quaresima molto intensa, ma stiamo vivendo anche quei 50 giorni che si chiamano tempo di Pasqua e che terminano con la Pentecoste. Questa domenica parliamo del buon pastore. Il buon pastore ha tante pecore e ha a cuore le pecore, le segue, le tiene nel recinto, quando escono le guarda, cerca di capire quali sono i pericoli ed eventualmente è pronto a intervenire. Addirittura il buon pastore è pronto a dare la vita per le sue pecore. Tu conosci qualcuno che è pronto a dare la vita per te? Deve essere una persona molto importante per la tua vita, una persona che si sacrifica, non può essere una persona qualunque. Può essere la mamma, il papà, qualche altro familiare o amico. E’ molto difficile trovare questo buon pastore nella nostra vita. L’altra figura che troviamo in questo Vangelo è il mercenario. Il mercenario è pagato per guardare le pecore, ma non sono sue, non gli importa, non dà valore, non dà importanza alle pecore, non le tratta come sue creature. Se per caso si prospetta un pericolo, l’arrivo di un lupo o di altre situazioni critiche, il mercenario, scappa, fugge e le abbandona al loro destino, è egoista e indifferente. Il brano di oggi ci dice che il buon pastore è disposto a dare la vita per le sue pecore, che le conosce e loro conoscono lui. E’la stessa relazione che esiste tra il Padre e il Figlio, un’intimità profonda, come una mamma che allatta un bambino, sono attaccati, un amore grandissimo, eppure ognuno poi camminerà per la propria strada. Gesù non ha solo le pecore di un recinto, di un ambito, di un mondo, ma ha anche altre pecore e deve guidare anche quelle, si occupa anche di loro. Infatti Gesù è uno che include, non esclude, non dice: “tu non sei mio amico”. Non mantiene solo un piccolo gruppo di amici, ma vuole allargare sempre più la cerchia di persone che si sentono amate da lui e desiderano restare con lui. Certamente il Signore si accorge se noi ci allontaniamo da lui, si accorge se non siamo concentrati su di lui, ma magari pensiamo ad altro, ad altre realtà. Si accorge che è venuto il lupo e ha rapito la vostra attenzione e quindi ora seguite il lupo e il mercenario egoista e non seguite più Gesù. Se ne accorge, ne soffre moltissimo, ma resta sempre in attesa, aspetta un momento della giornata, anche solo un minuto in cui ritorni in voi la voglia di stare con lui, di parlargli e magari perfino di fare quello che ci dice lui, che lui ci insegna. Il Signore che dona se stesso per noi desidera che restiamo uniti, proprio un solo gregge un solo pastore, desidera che non ci dimentichiamo del suo amore e della sua presenza. 
Un grandissimo abbraccio e un costante pensiero da don Andrea, don Attilio e dalle catechiste e dai catechisti. Buona Domenica, buon giorno del Signore!

Commenti

  1. Bello questo passo del Vangelo perché ci fa capire che Gesù ci ama è tiene ad ognuno di noi

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